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  • Tenuta Carretta
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Una storia lunga 550 anni

Donna Carretta

In merito alle origini del nome, fino a poco tempo fa si pensava che “Carretta” potesse derivare dal vocabolo celtico "car", dal significato di “pietra”, un termine utilizzato per indicare una località sede di un consistente banco di gesso che ancora oggi affiora poco distante dall'ingresso della tenuta. Recenti ricerche effettuate su alcuni archivi storici medievali hanno invece portato alla luce l’esistenza di una nobildonna (la “domina Careta”) proprietaria di terreni nel comune di Piobesi (“terre et prati scitam in finibus Pubbliciarum”). La nobildonna, citata anche con il suo cognome (Constanzi), compare in un atto di compravendita di terreni in Piobesi d’Alba del 1353 rinvenuto nell’archivio dei Conti Roero di Guarene. Nell’atto viene indicata come figlia del nobiluomo albese Ruffino Capre e della vedova del nobiluomo Manuele Constanzi di cui aveva conservato il cognome. Il successivo rinvenimento di un altro atto redatto una ventina d’anni prima, nel 1334, e sempre relativo ad appezzamenti in Piobesi, cita alcuni tra i comparenti come eredi di Careta Constanzi, presumibilmente la nonna della precedente “donna Carretta”.

Del resto i Costanzi erano noti al tempo per essere una famiglia facoltosa della vicina Alba e con estese proprietà in Castelrotto, Guarene e, appunto, Piobesi. Sia per merito della nonna o per la nipote, non ci sono motivi per dubitare che la tenuta prenda la sua denominazione proprio dal nome della nobildonna che certamente ne fu la prima proprietaria.

Per quanto riguarda la tipologia delle coltivazioni, anche se sono stati rinvenuti riferimenti più antichi (risalenti agli inizi del XII secolo) a conferma dell’esistenza di un primo nucleo di terreni a coltivo che si estendevano tra il Podio e il Bric Paradiso, in comune di Piobesi, tuttavia è un contratto di concessione a mezzadria datato 28 novembre 1467 e redatto dal notaio (d’autorità imperiale: “publicus imperiali auctoritate notarius”) Giorgio di Monteacuto, a poter essere considerato il vero punto di partenza della storia della tenuta. In esso il proprietario di allora, conte Andrea Damiano consignore di Piobesi, dà e concede a lavorare, a coltivare e a raccogliere ai fratelli Corrado, Giacomino e Pietrino Porrino le sue terre della cassina Careta per nove anni.

Documento storico 28 Novembre 1467

Nell’atto, un documento di straordinario valore storico e documentale per la sua ricchezza di dettagli, vengono inoltre indicati gli obblighi cui i massari devono sottostare nella coltivazione dei fondi della Tenuta. In particolare, per quanto riguarda le viti, essi le dovranno ogni anno diligentemente “putare” (potare), “agonzare” (accorciare, sistemare) “et scarzorare” (scacchiare) e fare tutto quanto è necessario e opportuno, secondo l’usanza. Le viti del Podio restano però riservate al signore, senza impedimenti da parte di alcuno (“salvo et reservato vites Podi Serre, de quibus se nil impedire teneantur et debeant”):si tratta di una attestazione di qualità del vigneto “ante litteram” davvero unica nella storia della regione.

Benvenuti a Tenuta Carretta

Nel 1811, dopo poco meno di tre secoli e mezzo, i Damiano cedono la proprietà ai conti Roero, il cui stemma araldico ancora oggi campeggia all’ingresso della tenuta. Nel 1938 la proprietà passa ai fratelli Veglia di Torino, i quali avviano l’azienda verso un concetto di produzione moderna del vino attuando i primi investimenti in cantina. Nel 1967, per opera dell’enologo Umberto Ambrois, Tenuta Carretta effettua una delle prime vinificazioni di uve arneis in purezza.

Gli ambienti dell’antica “cassina” vengono restaurati con estrema cura e la cantina viene completamente ricostruita alla fine degli anni ’90: la nuova struttura, realizzata nelle profondità della collina, è suddivisa in due grandi aree: una dedicata alla vinificazione e all’imbottigliamento, l’altra riservata invece all’affinamento dei vini, in acciaio, in botte e in bottiglia.

Tra le aziende vitivinicole del Roero e delle Langhe, oggi Tenuta Carretta è considerata una delle più prestigiose e, con i suoi oltre 70 ettari di vigneto, anche una delle più estese.

Terre da lasciarci il cuore

Giogio Bocca

Langa e Roero sono immensi, molto più vasti e quasi infiniti di quanto dicano carte e catasti. Perché ognuna delle loro serre, dei loro bric, dei loro boschi, dei loro vigneti ha una sua peculiarità e un suo misterioso micro-clima, le sue memorie di vescovi e di marchesi, di invasori e di difensori, di suoni di campane a festa o a lutto, di odori di vendemmia e di funghi, di cieli azzurri fino alla barriera bianca delle Alpi. Terre da lasciarci il cuore.

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Come raggiungerci

Il territorio
Tenuta Carretta

Località Carretta, 2 - 12040 Piobesi d'Alba (CN)
info@tenutacarretta.it - P.iva 01872330046 - Policy privacy

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