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La neve fa male ai vigneti?

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la neve fa male ai vigneti?

I vigneti di Langhe e Roero nella prima settimana di febbraio si sono svegliati sotto la neve. Una coltre di circa 40 cm che ha ricoperto le colline e creato quel meraviglioso paesaggio che Beppe Fenoglio così magistralmente descriveva: «il mondo immerso in una pace celeste ed in un tale silenzio da poterci quasi cogliere l’atterramento di ogni singola falda».

In realtà, la vite non si «risveglia» sotto la neve, perché durante i mesi invernali «dorme», indifferente agli attacchi di gelo: una specie di letargo vegetativo che le permette di affrontare temperature da brivido.

Qualcuno si chiederà: davvero la neve e il freddo non fanno male alla vigna? E perché a volte si parla di gelate? Vediamo di sfatare alcune “superstizioni”.

La neve fa male ai vigneti?

«Sotto la neve pane» recita un vecchio proverbio rurale. In effetti la neve è tra i fenomeni atmosferici che meno preoccupa i viticoltori, cosa che li rende davvero diversi da altri agricoltori, che temono il freddo intenso. Semplificando, dopo la vendemmia, la vite entra in una fase dormiente: cadono le foglie, si “disidrata”, lascia andare molti zuccheri e proteine. Dopo lo sforzo produttivo, costituito dai grappoli, tutte le energie della vite si concentrano nel tronco e nelle radici: è qui che la pianta continuerà a vivere, restituendo nuova linfa alle gemme solo con l’arrivo della bella stagione. È per questo che si concima la vite dopo la vendemmia, perché i ceppi possano accumulare il nutrimento necessario a “combattere” il freddo.

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Vigneti di Tenuta Carretta – Piobesi d’Alba

Ma le future gemme non patiscono?

No, perché ancora non esistono. La vite, diciamo così, scrive dentro di sé le istruzioni per le gemme del futuro anno durante l’estate: quello che accadrà è già segnato in “agenda”.

La neve è utile per il vigneto?

Assolutamente sì. Il vero rischio non è il freddo, ma la mancanza d’acqua. La neve è il miglior “idrantante” naturale per il terreno. Sciogliendosi poco a poco, penetra in profondità e alimenta le falde acquifere. Contrariamente a quello che si pensa, la neve non fa gelare il terreno, ma lo rende morbido ed elastico: questo permette ai suoli di accogliere le piogge primaverili con maggiore penetrazione, evitando pericolosi fenomeni di erosione. C’è un ulteriore vantaggio: la neve funge da sterilizzante sull’ambiente viticolo, uccide parassiti insetti fitofagi, contribuendo ad una ripresa vegetativa in un ambiente più “sano”.

la neve fa male ai vigneti

Tenuta Carretta – Vigneti di Piobesi d’Alba

È vero che la neve rivela le vigne migliori?

È così. La neve è la cartina da tornasole dei sorì, ovvero delle vigne che ricevono più sole e sono considerate dai vigneron, qualitativamente superiori. Dopo le nevicate, provate ad osservare le colline. Dove la neve si scioglie più velocemente significa che l’esposizione è maggiore: una esposizione maggiore, a sua volta, significa acini che riceveranno più luce e calore, immagazzineranno più zuccheri e matureranno meglio, con meno marciumi e più colore.

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