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Cascina Bordino tutto ciò che c’è da sapere sulla MeGA “non rivendicata”

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Cascina Bordino

Cascina Bordino è un appezzamento vitato all’interno del comune di Treiso, borgo situato a pochi chilometri da Alba.

Siamo nelle Langhe nord-orientali, quelle colline, per intenderci, che si affacciano sulle rive del fiume Tanaro ad Est di Alba e che confinano con i primi rilievi del Monferrato centro occidentale. Il comune di Treiso è uno dei quattro comuni dove può avere origine il vino Barbaresco assieme a Neive, Barbaresco (il comune che dà il nome al vino) e Alba, che rientra nel disciplinare di produzione grazie alla frazione San Rocco Seno d’Elvio.

Il territorio del comune di Treiso, a grandi linee, è simile a un cuneo che si protende a Sud verso la zona dell’Alta Langa, diviso in due settori attraversati dalla Strada Provinciale 138: quello settentrionale, delimitato in parte dal torrente Tinella, confina con Barbaresco; quello meridionale termina a Mompiano, frazione di Trezzo Tinella.

Particolarità della zona di Treiso è il clima, che registra in media temperature leggermente più fresche rispetto alle zone limitrofe; e l’altezza, che a Cappelletto raggiunge i 425 metri contro i 300 dei bricchi più alti di Neive e i 270 di quelli di Barbaresco.

Le vigne di Cascina Bordino si estendono all’interno di una vasta area vitata a Est del borgo di Treiso, che la toponomastica locale chiama Sant’Alessandro e, curiosamente, non è coperta da alcuna MeGA, ovvero le Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barbaresco. Un fatto avvenuto non perché le vigne di Cascina Bordino fossero considerate di minor pregio, ma perché al momento di definire le MeGA (un lungo e faticoso lavoro cominciato alla fine degli anni ’80 per terminare il 21 febbraio 2007 con l’inserimento nel disciplinare di produzione) nessuno rivendicò la zona con questo nome.

Come scrive Alessandro Masnaghetti nel suo fondamentale libro Barbaresco MGA, in una prima stesura del nuovo disciplinare si pensò di dividere l’area immediatamente ad Est di Treiso in tre Menzioni: Bungioan, Canta e Sant’Alessandro (all’interno della quale sarebbero ricaduti i vigneti di Cascina Bordino). «Di queste – scrive Masnaghetti – il versante ovest di Canta e la Cascina Bordino avrebbero di sicuro meritato un riconoscimento ufficiale» proprio perché, precisa ancora il giornalista e cartografo, «Cascina Bordino era l’unica ad essere vinificata in purezza».

La zona, in precedenza, venne già segnalata da Luigi Veronelli e da Sheldon Wasserman: il primo padre della critica enologica italiana e pioniere della zonazione; il secondo, autore del monumentale Italy’s Noble Red Wines, opera imprescindibile per conoscere la produzione vitivinicola e ampelografica del Belpaese nei primi anni ‘80: «Un piccolo crinale di collina il cui versante esposto a sud-est presenta buone posizioni per il nebbiolo», conclude Masnaghetti.

 

CASCINA BORDINO E TENUTA CARRETTA

Cascina Bordino fa parte dei possedimenti di Tenuta Carretta dal 1992 e le sue uve sono vinificate in purezza almeno dal 1989, prima come Barbaresco Poderi Bordino e, dalla vendemmia 1993, con il nome di Cascina Bordino. Circa 3 ettari e mezzo che, a partire dalla vendemmia 2012, Tenuta Carretta ha deciso di valorizzare aumentando il tempo di affinamento del Barbaresco qui prodotto per poter così utilizzare in etichetta la menzione Riserva: un vino che matura per più di 50 mesi, di cui almeno 9 in botti di rovere.

In particolare, le uve impiegate per la produzione del Cascina Bordino Barbaresco Riserva Docg godono delle posizioni meglio esposte dell’intero crinale, caratterizzato da forti pendenze e terreni di arenaria con inserzioni di marne siltose grigie (suoli risalenti al Tortoniano: marne di Sant’Agata fossili), che rendono il terreno magro e compatto e da cui derivano di norma uve nebbiolo adatte a lunghe macerazioni. Se ne ottiene un Barbaresco di rilievo, che fa di intensità aromatica, eleganza e complessità i suoi caratteri distintivi. Un Barbaresco che assieme al Barolo Cannubi e al Roero Bric Paradiso Riserva racchiude ed esprime la lunga storia e la passione dell’azienda per i grandi vini a base nebbiolo. Una produzione d’eccellenza, figlia di vendemmie accurate e vinificazioni con lunghe macerazioni, che rivela intensi aromi di viola e frutta rossa matura accompagnati da note speziate ed eteree, pienezza al palato grazie ai tannini fitti e setosi

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